Chi cerca «visita fiscale orari» vuole sapere una cosa precisa: in quali ore deve farsi trovare a casa quando è in malattia, perché il medico dell'INPS può suonare al campanello per controllare il suo stato di salute. In questa guida trovi le fasce valide nel 2026 per i dipendenti privati e pubblici, i casi in cui puoi uscire, cosa succede se non ti trovano e chi è esonerato.
Visita fiscale orari 2026: le fasce di reperibilità
Oggi le regole sono le stesse per tutti i lavoratori dipendenti. Devi essere reperibile al domicilio indicato nel certificato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Le fasce valgono per tutti i giorni coperti dal certificato, compresi il sabato, la domenica e i giorni festivi, come spiega la scheda dell'INPS su indennità di malattia e visite mediche di controllo.
Fuori da queste quattro ore al giorno puoi uscire liberamente, sempre nel rispetto della tua guarigione. Dentro le fasce, invece, devi essere in casa, con il tuo nome ben visibile sul campanello.
Visita fiscale orari per i dipendenti pubblici: cosa è cambiato
Fino al 2023 chi lavorava nella pubblica amministrazione aveva fasce orarie diverse, previste dal decreto n. 206 del 17 ottobre 2017. Con la sentenza n. 16305 del 3 novembre 2023 il TAR del Lazio ha annullato la parte del decreto che fissava quegli orari. L'INPS, con il messaggio n. 4640 del 22 dicembre 2023, ha quindi comunicato che anche per i dipendenti pubblici le fasce sono dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 di tutti i giorni, domeniche e festivi compresi.
Restano alcune differenze. Nel settore pubblico il datore di lavoro è obbligato a chiedere la visita quando l'assenza è attaccata a giornate non lavorative, per esempio un venerdì o un lunedì vicino al fine settimana. Inoltre la visita può essere disposta anche più volte durante lo stesso periodo di prognosi.
| Situazione | Dipendenti privati | Dipendenti pubblici |
|---|---|---|
| Fasce di reperibilità | 10-12 e 17-19 | 10-12 e 17-19 |
| Sabato, domenica e festivi | Sì, fasce valide | Sì, fasce valide |
| Chi può chiedere la visita | INPS d'ufficio o datore di lavoro | INPS d'ufficio o datore di lavoro |
| Norma sulle esclusioni | Decreto 11 gennaio 2016 | Decreto n. 206 del 2017 |
Chi può chiedere la visita di controllo
La visita medica di controllo può partire in due modi. L'INPS può disporla d'ufficio, sia per i lavoratori privati che hanno diritto all'indennità di malattia sia per i dipendenti pubblici. Oppure può essere il tuo datore di lavoro a chiederla per i propri dipendenti.
Il medico che arriva a casa controlla il tuo stato di salute nel periodo indicato dal certificato. Per questo è importante che l'indirizzo sia completo: località, via, numero civico ed eventuali indicazioni come palazzina o residence. Se il medico non riesce a trovarti perché l'indirizzo è sbagliato o manca il nome sul campanello, la responsabilità resta a te.
Quando puoi uscire durante le fasce orarie
L'assenza dal domicilio nelle ore di reperibilità è ammessa solo in alcuni casi, che dovrai poi giustificare:
- visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici urgenti, che non si possono fissare in altri orari;
- gravi motivi personali o familiari;
- cause di forza maggiore.
Conserva sempre la documentazione, per esempio l'attestato della struttura sanitaria con l'orario della visita. Ti servirà se l'INPS ti chiede di spiegare perché non eri in casa.
Consiglio: se durante la malattia ti sposti da un parente o in un'altra casa, comunica subito il nuovo indirizzo al datore di lavoro e all'INPS con il servizio online "Sportello al cittadino per le visite mediche di controllo". La comunicazione all'INPS non sostituisce quella all'azienda: servono entrambe.
Cosa succede se il medico non ti trova a casa
Se al momento della visita non sei al domicilio, il medico lascia un invito in busta chiusa per presentarti a una visita ambulatoriale presso la sede INPS, in una data precisa. Se nel frattempo sei tornato al lavoro non devi andarci, ma devi avvisare la sede INPS. In ogni caso dovrai giustificare l'assenza.
Per chi ha diritto all'indennità INPS, un'assenza non giustificata comporta sanzioni crescenti:
- prima assenza: perdi l'indennità per un massimo di dieci giorni di calendario dall'inizio della malattia;
- seconda assenza: perdi il 50% dell'indennità per il resto del periodo di malattia;
- terza assenza: perdi l'intera indennità dalla data della terza assenza.
Anche non presentarti alla visita ambulatoriale senza un motivo valido può portare alle sanzioni previste per la seconda assenza. A questo si possono aggiungere provvedimenti disciplinari da parte del datore di lavoro.
Chi è escluso dall'obbligo di reperibilità
Alcuni lavoratori non devono rispettare le fasce orarie. Per il settore privato, la circolare INPS n. 95 del 2016 indica due casi: le patologie gravi che richiedono terapie salvavita, documentate dalla struttura sanitaria, e gli stati patologici legati a un'invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.
Per i dipendenti pubblici il decreto n. 206 del 2017 prevede, oltre a questi due casi, le malattie legate a una causa di servizio riconosciuta che rientra nelle prime tre categorie della Tabella A del DPR 834/1981 o nelle patologie della Tabella E. Nel settore privato è il medico che compila il certificato a indicare l'agevolazione, e anche in questi casi una visita resta possibile, ma solo previo appuntamento.
Certificato, guarigione anticipata e indennità
Il certificato di malattia lo trasmette il medico all'INPS per via telematica, subito o, se ti visita a domicilio, entro il giorno successivo. Non devi mandarlo tu al datore di lavoro, che lo consulta online. Se guarisci prima della data indicata e vuoi tornare al lavoro, chiedi al medico che ha scritto il certificato di rettificare la data di fine prognosi: la rettifica non si può fare quando il periodo è già concluso.
Per i dipendenti privati l'indennità INPS parte dal quarto giorno ed è pari al 50% della retribuzione media giornaliera fino al ventesimo giorno e al 66,66% dal ventunesimo al centottantesimo. I primi tre giorni sono a carico dell'azienda, se lo prevede il contratto collettivo.
Domande frequenti
La visita fiscale può arrivare di domenica?
Sì. Le fasce dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 valgono per tutti i giorni del certificato, compresi sabato, domenica e festivi, sia nel privato sia nel pubblico.
Il medico può tornare più volte?
Per i dipendenti pubblici l'INPS precisa che la visita può essere disposta più volte durante lo stesso periodo di prognosi. Per questo conviene rispettare le fasce orarie per tutta la durata del certificato, anche dopo un primo controllo.
Posso andare in farmacia durante le fasce orarie?
Le uscite nelle fasce sono ammesse solo per i motivi visti sopra: visite o accertamenti urgenti, gravi motivi personali o familiari, cause di forza maggiore. Per questo conviene organizzare commissioni e acquisti fuori dalle fasce, oppure chiedere aiuto a un familiare.
Cosa devo fare se ho sbagliato indirizzo nel certificato?
Avvisa subito il datore di lavoro e comunica il domicilio corretto all'INPS con il servizio online dedicato alle visite mediche di controllo, così il medico potrà trovarti.
Queste informazioni hanno carattere generale. Per la tua situazione, e soprattutto per la tua salute, segui sempre le indicazioni del tuo medico curante e verifica le regole del tuo contratto collettivo.





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