Chi cerca «NASpI come funziona» di solito ha appena perso il lavoro, o teme di perderlo, e vuole capire in fretta se ha diritto a un sostegno, quanto riceverà e per quanto tempo. La NASpI è l'indennità mensile di disoccupazione pagata dall'INPS ai lavoratori dipendenti che restano senza occupazione in modo involontario.

In questa guida trovi i requisiti, la durata, il calcolo con i valori in vigore nel 2026 e i passaggi per fare domanda senza perdere giorni preziosi.

A chi spetta la NASpI

Il presupposto è uno stato di disoccupazione involontario. Per questo, come spiega la circolare INPS n. 94 del 2015, sono esclusi i lavoratori il cui rapporto è cessato per dimissioni o per risoluzione consensuale. Il licenziamento e la scadenza di un contratto a termine, invece, sono i casi tipici in cui la disoccupazione è involontaria.

Ci sono però eccezioni importanti. La NASpI spetta anche se:

  • ti sei dimesso per giusta causa, ad esempio per mancato pagamento della retribuzione, mobbing o molestie sessuali;
  • ti sei dimessa durante il periodo tutelato di maternità;
  • la risoluzione consensuale è avvenuta nell'ambito della procedura di conciliazione presso l'Ispettorato territoriale del lavoro.

NASpI come funziona: i requisiti contributivi

Oltre alla disoccupazione involontaria, devi avere almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni che precedono la perdita del lavoro. Dal 1° gennaio 2022 non è più richiesto l'ulteriore requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti: lo ha chiarito la circolare INPS n. 2 del 2022.

Dal 2025 c'è una regola in più per chi ha cambiato lavoro da poco. Se nei 12 mesi prima del licenziamento ti eri dimesso, o avevi firmato una risoluzione consensuale, da un contratto a tempo indeterminato, devi avere almeno tredici settimane di contributi maturate dopo quella cessazione volontaria. Secondo il comunicato INPS del giugno 2025, la regola vale per le cessazioni involontarie dal 1° gennaio 2025 e non riguarda, tra l'altro, le dimissioni per giusta causa e quelle nel periodo tutelato di maternità o paternità.

Quanto dura la NASpI

La NASpI viene pagata ogni mese per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Non contano i periodi contributivi che hanno già dato luogo a una prestazione di disoccupazione.

Un esempio: se negli ultimi quattro anni hai 120 settimane di contributi e nessuna è già stata usata per un'altra indennità, la NASpI può durare fino a 60 settimane. Se invece una parte di quei contributi ti è già servita per una NASpI precedente, quelle settimane vanno tolte dal conto.

NASpI come funziona: quanto si prende nel 2026

Il punto di partenza è la retribuzione media mensile che l'INPS calcola sugli ultimi quattro anni. Poi si applicano due percentuali:

  • se la retribuzione media non supera la soglia di riferimento, l'indennità è pari al 75% della retribuzione;
  • se la supera, ricevi il 75% della soglia più il 25% della parte che eccede la soglia.

Per il 2026 la soglia è di 1.456,72 euro e l'importo massimo mensile è di 1.584,70 euro, come indicato nella circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026. Facciamo un esempio con una retribuzione media di 2.000 euro: il 75% di 1.456,72 euro fa 1.092,54 euro, a cui si aggiunge il 25% dei 543,28 euro che eccedono la soglia, cioè 135,82 euro. Il totale è di 1.228,36 euro al mese, sotto il tetto massimo.

L'importo non resta uguale per tutto il periodo. Si riduce del 3% al mese a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione, cioè dal 151° giorno. Se al momento della domanda hai già compiuto 55 anni, la riduzione parte invece dall'ottavo mese, cioè dal 211° giorno.

VoceRegola o valore
Soglia della retribuzione mensile (2026)1.456,72 euro
Importo massimo mensile (2026)1.584,70 euro
Fino alla soglia75% della retribuzione media mensile
Oltre la sogliaSi aggiunge il 25% della differenza
Riduzione3% al mese dal sesto mese, dall'ottavo se hai almeno 55 anni alla domanda
DurataMetà delle settimane di contributi degli ultimi quattro anni

NASpI come funziona: domanda e scadenze

La domanda va presentata all'INPS solo in via telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il termine è a pena di decadenza: se lo superi, perdi il diritto. Puoi farla online sul sito dell'INPS con le tue credenziali digitali, tramite un patronato oppure con il contact center.

Anche il giorno in cui presenti la domanda conta. Se la invii entro l'ottavo giorno dalla fine del rapporto, la NASpI decorre dall'ottavo giorno successivo alla cessazione. Se la invii dopo, decorre dal giorno successivo alla presentazione.

Consiglio: prepara subito i documenti e presenta la domanda entro i primi otto giorni dalla fine del rapporto. Così l'indennità parte dalla data più vicina possibile e non lasci per strada nessuna giornata.

Cosa devi fare mentre ricevi l'indennità

La NASpI è legata a un impegno attivo nella ricerca di lavoro. Per continuare a riceverla devi restare in stato di disoccupazione e partecipare regolarmente alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale che ti vengono proposti. La dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, la DID, puoi renderla direttamente all'INPS al momento della domanda, se non l'hai già fatta presso il centro per l'impiego.

Durante i mesi di NASpI ti vengono riconosciuti d'ufficio i contributi figurativi, che contano per la pensione. Se trovi un nuovo impiego, anche breve, o avvii un'attività, informati subito con l'INPS o con un patronato su come questo incide sull'indennità, prima di firmare.

Domande frequenti

Entro quando devo presentare la domanda di NASpI?

Entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, solo in via telematica. Dopo questo termine il diritto decade.

Se mi dimetto posso avere la NASpI?

Di norma no, perché serve una disoccupazione involontaria. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa e quelle durante il periodo tutelato di maternità.

Qual è l'importo massimo della NASpI nel 2026?

Per il 2026 l'importo mensile non può superare 1.584,70 euro, secondo la circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026.

Quando inizia a diminuire l'importo?

La riduzione del 3% al mese scatta dal sesto mese di fruizione. Se avevi almeno 55 anni quando hai presentato la domanda, parte dall'ottavo mese.