Il conto corrente è lo strumento su cui passa quasi tutta la vita economica di una famiglia: lo stipendio o la pensione, le bollette, l'affitto o il mutuo, i pagamenti con la carta. Proprio per questo vale la pena sceglierlo con calma e ricontrollarlo ogni tanto, perché un conto pagato più del necessario pesa sul bilancio anno dopo anno.
In questa guida trovi cosa leggere prima di firmare, come confrontare i costi, cosa fare se la banca cambia le condizioni e come passare a un altro conto senza pagare nulla.
Prima di aprire un conto corrente: i documenti da leggere
Prima di firmare hai diritto a ricevere gratis, e senza alcun impegno, tre documenti: il foglio informativo, il documento di sintesi e il documento informativo sulle spese. Insieme ti dicono quanto costa il conto, quali servizi comprende e quanto paghi per le operazioni extra.
Leggili con attenzione e confrontali con il contratto: le condizioni del contratto non possono essere meno favorevoli di quelle pubblicizzate nel foglio informativo e nel documento di sintesi. Lo ricorda la guida della Banca d'Italia sul conto corrente, aggiornata a febbraio 2026, che contiene anche un glossario utile per orientarsi tra i termini tecnici.
Come confrontare i costi: l'indicatore ICC
Per confrontare offerte diverse c'è un numero che ti aiuta: l'ICC, l'indicatore dei costi complessivi. Stima quanto potresti spendere in un anno in base a profili di utilizzo tipici, ad esempio giovani, famiglie con operatività bassa, media o alta, pensionati con operatività bassa o media.
Tieni presenti due limiti. L'ICC non comprende le commissioni e gli interessi di un eventuale fido, ed è una stima: alla fine dell'anno quello che paghi davvero può essere diverso. Per questo conviene scegliere il profilo più vicino al tuo modo di usare il conto e guardare anche i costi delle singole operazioni che fai più spesso.
Una volta aperto il conto, la banca deve inviarti almeno una volta l'anno l'estratto conto e, gratuitamente, il riepilogo delle spese. È il documento giusto per capire quanto ti è costato davvero il conto negli ultimi dodici mesi.
Consiglio: quando ricevi il riepilogo annuale delle spese, confronta il totale con l'ICC di due o tre offerte diverse per il tuo profilo. Bastano dieci minuti per capire se stai pagando troppo.
Se la banca cambia le condizioni del conto corrente
La banca può modificare le condizioni economiche del conto solo se il contratto contiene una clausola approvata da te e se c'è un giustificato motivo. Deve spiegarti chiaramente il motivo e avvisarti con almeno due mesi di anticipo.
In quei due mesi puoi decidere se accettare le nuove condizioni o recedere dal contratto senza penali. Non ignorare quindi le comunicazioni che arrivano nella tua area riservata o per posta: è lì che trovi l'avviso e il tempo che hai per decidere.
Chiudere il conto o cambiarlo con la portabilità
Puoi chiudere il conto o recedere dai servizi collegati, come carta di debito, carta di credito e addebiti diretti, in qualsiasi momento, di norma senza spese di chiusura né penali.
Se vuoi passare a un'altra banca, il modo più comodo è la portabilità del conto. Ecco come funziona:
- presenti la richiesta alla banca in cui hai aperto il nuovo conto; se il conto è cointestato, devono firmare tutti gli intestatari;
- il servizio è gratuito ed è un tuo diritto: non serve il consenso della vecchia banca;
- puoi trasferire il saldo, i bonifici ricorrenti in entrata come lo stipendio, gli ordini di bonifico periodici e gli addebiti diretti, anche solo in parte;
- la nuova banca deve completare la procedura entro 12 giorni lavorativi da quando ha la richiesta completa;
- se il termine non viene rispettato, hai diritto a un indennizzo di 40 euro più una somma che cresce con i giorni di ritardo.
Attenzione a un dettaglio: la portabilità trasferisce i servizi, ma il vecchio conto non si chiude da solo. Devi chiederne la chiusura, nella richiesta di portabilità o in un secondo momento. Se lo lasci aperto, continui a pagarne il canone.
Il conto di base: quando può essere gratuito
Se ti serve un conto semplice, esiste il conto di base. Le banche devono offrirlo a chi ha il diritto di soggiornare legalmente in Italia o in un altro Stato dell'Unione europea, comprese le persone senza fissa dimora e i richiedenti asilo. Comprende i servizi essenziali: inviare e ricevere bonifici, farsi accreditare stipendio o pensione, avere una carta di debito per pagare e prelevare. Non prevede fido, libretto degli assegni né conto titoli.
Non puoi aprirlo se hai già un conto corrente o un altro conto di pagamento in Italia, né per un'attività professionale o d'impresa. La banca può rifiutarlo solo in casi limitati, ad esempio per un fondato sospetto di uso illecito o se non hai i requisiti di legge.
| Chi lo chiede | Canone | Imposta di bollo |
|---|---|---|
| Chi ha un ISEE inferiore a 11.600 euro | Gratuito | Non dovuta |
| Pensionati con pensione annua lorda inferiore a 18.000 euro | Gratuito | Dovuta, 34,20 euro l'anno |
| Tutti gli altri consumatori | Canone annuo stabilito dalla banca | Secondo le regole ordinarie |
I tuoi soldi sul conto sono protetti?
I depositi sono tutelati dal Fondo interbancario di tutela dei depositi fino a 100.000 euro per depositante e per banca. Se hai somme più alte, può avere senso distribuirle su più banche o valutare con calma altre forme di risparmio.
Se hai un problema con la banca, puoi presentare un reclamo e, se la risposta non ti soddisfa, rivolgerti all'Arbitro Bancario Finanziario. Il ricorso costa 20 euro, che ti vengono restituiti se la decisione ti dà ragione, e non serve un avvocato.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per cambiare conto corrente?
Con la portabilità la nuova banca deve completare il trasferimento entro 12 giorni lavorativi da quando ha ricevuto la richiesta completa. Il servizio è gratuito.
Chiudere il conto costa qualcosa?
Di norma no: puoi chiudere il conto in qualsiasi momento senza spese di chiusura né penali. Se hai servizi collegati, come carte o addebiti diretti, ricordati di gestirli prima della chiusura.
La banca può aumentare i costi del conto?
Sì, ma solo se il contratto lo prevede con una clausola approvata e se c'è un giustificato motivo. Deve avvisarti almeno due mesi prima e tu puoi recedere senza penali.
Chi può avere il conto di base gratis?
È gratuito per chi ha un ISEE inferiore a 11.600 euro, che non paga nemmeno l'imposta di bollo, e per i pensionati con pensione annua lorda inferiore a 18.000 euro, che però pagano il bollo.




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