Le ferie sono un diritto di chi lavora come dipendente, non una gentile concessione dell'azienda. Se ti sei mai chiesto quanti giorni ti spettano davvero, entro quando devi usarli e se puoi farteli pagare al posto del riposo, qui trovi le regole che valgono in Italia nel 2026, con uno sguardo a quelle europee.

Conoscerle ti serve sia quando programmi l'estate, sia quando cambi lavoro e devi capire cosa succede ai giorni che non hai ancora goduto.

Ferie: un diritto scritto nella Costituzione

Il punto di partenza è l'articolo 36 della Costituzione: il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi. Quel "non può rinunziarvi" è importante, perché significa che nessun accordo privato può farti perdere il minimo previsto dalla legge.

Le regole pratiche sono nell'articolo 10 del decreto legislativo 66/2003, la norma che ha dato attuazione in Italia alle direttive europee sull'orario di lavoro. A questa base si aggiungono i contratti collettivi, che possono prevedere condizioni migliori e regolano molti dettagli operativi.

Quanto riposo ti spetta ogni anno

Ogni anno hai diritto a un periodo di ferie retribuite di almeno quattro settimane. Lo ricorda anche la scheda del Ministero del Lavoro sulle ferie annuali, che riassume la disciplina in vigore. Quattro settimane sono il minimo: il tuo contratto collettivo può riconoscerti di più, mai di meno.

Come queste settimane si traducano in giorni o in ore dipende dal tuo orario e dal contratto collettivo applicato. Per questo è sempre meglio guardare il CCNL e il riepilogo che trovi nel cedolino, invece di affidarsi a conteggi fatti a occhio.

Entro quando vanno godute le ferie

La legge non si limita a dire quante ferie ti spettano, ma fissa anche i tempi per usarle:

  • due settimane vanno godute in modo consecutivo nel corso dell'anno in cui maturano;
  • le altre due settimane possono essere utilizzate nei 18 mesi successivi alla fine dell'anno di maturazione, a meno che il contratto collettivo non preveda diversamente.

Facciamo un esempio con le ferie maturate nel 2026. Le prime due settimane andrebbero godute entro il 31 dicembre 2026; le restanti entro il 30 giugno 2028, se il tuo contratto non stabilisce un termine diverso.

Il periodo in cui andare in ferie, i tempi di richiesta e le eventuali chiusure collettive sono di solito regolati dal contratto collettivo e dalle prassi aziendali. Il modo più sicuro è chiedere le ferie per iscritto, anche con una semplice email o tramite il portale del personale, e conservare la risposta.

Consiglio: a inizio anno controlla quante ferie residue ti sono rimaste dell'anno precedente e programma subito le settimane che stanno per scadere. Chiederle con anticipo rende più facile ottenerle nel periodo che preferisci.

Puoi farti pagare al posto del riposo?

Il periodo minimo di quattro settimane non può essere sostituito dall'indennità per ferie non godute, salvo il caso in cui il rapporto di lavoro finisce. In altre parole, finché lavori in azienda, quelle settimane devi riposarti: non puoi scambiarle con soldi in busta paga. Per eventuali giorni in più rispetto al minimo, riconosciuti dal tuo contratto collettivo, valgono le regole di quel contratto.

Quando il rapporto si chiude, invece, le ferie maturate e non godute vengono pagate. Su questo punto è intervenuta anche la Corte di giustizia dell'Unione europea con una sentenza del 18 gennaio 2024 su un caso italiano, riguardante un ex dipendente del Comune di Copertino. La Corte ha stabilito che il diritto dell'Unione si oppone a una norma nazionale che, per esigenze di contenimento della spesa pubblica, esclude il pagamento delle ferie non godute quando il lavoratore si dimette volontariamente e non dimostra di non averle potute godere per cause indipendenti dalla sua volontà.

Ferie e malattia: cosa prevedono le regole europee

Capita di programmare le vacanze e di ammalarsi proprio in quei giorni. Le norme minime europee sull'orario di lavoro, riassunte dalla Commissione sul portale Your Europe, prevedono che un lavoratore assente per malattia abbia diritto a godere delle ferie annuali in un periodo diverso. Le stesse regole fissano anche un tetto di 48 ore settimanali di lavoro, straordinari compresi, calcolato su un periodo di riferimento che varia a seconda delle norme nazionali.

Se ti ammali durante le ferie, comunica la malattia come faresti normalmente, con il certificato del medico, e chiedi all'ufficio del personale come il tuo contratto gestisce lo spostamento dei giorni.

Il riepilogo nel cedolino

Molti cedolini riportano una sezione dedicata a ferie e permessi, con i giorni o le ore maturati, quelli goduti e quelli residui. Vale la pena controllarla ogni mese, perché è lì che ti accorgi subito di eventuali errori, ad esempio giorni di ferie scalati quando eri in malattia o in permesso.

Se qualcosa non torna, chiedi chiarimenti all'ufficio del personale o al consulente del lavoro dell'azienda. Se il problema non si risolve, puoi rivolgerti a un sindacato o a un patronato.

RegolaCosa prevede
Durata minimaAlmeno quattro settimane di ferie retribuite ogni anno
Prime due settimaneDa godere in modo consecutivo nell'anno di maturazione
Altre due settimaneEntro i 18 mesi successivi alla fine dell'anno, salvo diversa previsione del contratto collettivo
Pagamento al posto del riposoVietato per il minimo di quattro settimane, salvo la fine del rapporto
MalattiaSecondo le norme minime europee, le ferie si godono in un altro periodo

Domande frequenti

Quante settimane di ferie mi spettano per legge?

Almeno quattro settimane retribuite all'anno. Il contratto collettivo può prevederne di più, ma non di meno.

Entro quando devo usare le ferie del 2026?

Due settimane entro il 31 dicembre 2026, in modo consecutivo. Le altre due entro il 30 giugno 2028, salvo che il tuo contratto collettivo preveda un termine diverso.

Posso chiedere che le ferie mi vengano pagate?

Non per le quattro settimane minime finché il rapporto è in corso. Le ferie maturate e non godute vengono pagate quando il rapporto di lavoro finisce.

Se mi dimetto perdo le ferie non godute?

No: alla fine del rapporto le ferie non godute vengono pagate. La Corte di giustizia dell'Unione europea ha escluso che una norma nazionale possa negare il pagamento solo perché il lavoratore si è dimesso volontariamente.