Accordo raggiunto al ministero delle Imprese e del Made in Italy sul nuovo piano industriale di Electrolux in Italia: oltre 100 milioni di euro di investimenti, tutti gli stabilimenti italiani salvaguardati e un massimo di 902 uscite, solo volontarie e incentivate, contro i 1.719 esuberi annunciati inizialmente dall'azienda. L'intesa è arrivata il 4 novembre, dopo circa 30 ore di trattativa con i sindacati.

Cosa prevede il piano

A fine piano la produzione dovrebbe arrivare a circa 3,2 milioni di pezzi l'anno. Le uscite avverranno solo su base volontaria e con incentivi, con il sostegno degli ammortizzatori sociali; il ministero del Lavoro individuerà gli strumenti più adatti, insieme a percorsi di formazione e riqualificazione.

Per i singoli siti, a Porcia si amplia la gamma dei prodotti e si consolida la produzione di lavatrici e lavasciuga. A Susegana, Solaro e Forlì sono confermati investimenti e prospettive produttive. Lo stabilimento di Cerreto d'Esi, nelle Marche, di cui a maggio l'azienda aveva annunciato la chiusura, manterrà la produzione con volumi in linea con quelli attuali fino a una soluzione di reindustrializzazione, tutelando 149 lavoratori.

Le reazioni del governo

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha definito l'intesa un accordo che tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti di Electrolux in Italia, chiedendo anche all'Europa misure concrete per l'intero settore degli elettrodomestici. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha sottolineato che il passaggio dagli esuberi alle sole uscite volontarie ha evitato un grave danno sociale.

Sul tavolo ha pesato anche il contesto europeo: l'Italia ha sostenuto, insieme a Francia, Germania, Polonia, Spagna e Slovacchia, un documento che chiede all'Unione europea un piano per il settore, e la disponibilità della Commissione ha contribuito a riaprire il confronto.

Fonti: ANSA; Tgcom24; Il Fatto Quotidiano