Il caro vita sta cambiando le abitudini di spesa degli italiani: secondo un sondaggio Confesercenti-Ipsos diffuso il 2 novembre, oltre nove persone su dieci hanno ridotto le spese o adottato strategie di risparmio per far fronte agli aumenti di alimentari, energia e carburanti, e intendono continuare a farlo. Per l'associazione, nel trimestre in corso sono a rischio circa 1,4 miliardi di euro di consumi.
Dove si taglia di più
Le rinunce riguardano soprattutto le spese meno necessarie. Nei prossimi mesi il 53% degli intervistati prevede di risparmiare su ristoranti e consegne a domicilio, il 44% sulle consumazioni al bar e il 41% su vacanze e soggiorni. Crescono anche la ricerca di sconti e promozioni e gli acquisti di prodotti usati.
Per le famiglie il conto è semplice. "Ogni euro in più destinato alle bollette e alle spese fisse è un euro in meno disponibile per gli altri acquisti", ha spiegato il presidente di Confesercenti Nico Gronchi, secondo cui "i rincari degli energetici e le tensioni sugli alimentari assorbono sempre più spazio nei bilanci familiari".
Le ricadute su negozi e lavoro
Il calo dei consumi pesa anche sulle imprese. Le rinunce e i rinvii emersi dall'indagine, avverte Gronchi, si traducono in minori opportunità di lavoro per il commercio, la ristorazione e il turismo locale, settori che a loro volta devono sostenere costi energetici più alti.
La richiesta al governo
Confesercenti accoglie con favore gli interventi della manovra sull'Irpef e sulla tassazione degli aumenti contrattuali, ma chiede un passo in più sull'energia. "Ora serve un decreto bollette capace di alleggerire rapidamente e sostanzialmente i costi di gas ed elettricità", ha detto Gronchi, per evitare che i rincari assorbano i benefici delle misure fiscali.
Fonti: ANSA; Confesercenti; SoldiOnline





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