Da oggi, 1° novembre 2026, gli acquisti online spediti da Paesi extra Ue costano un po' di più: scatta la tassa di gestione dell'Unione europea, la cosiddetta handling fee, pari a 2 euro per ogni articolo. Si aggiunge al dazio forfettario di 3 euro sui piccoli pacchi già in vigore da luglio.

Come funziona la nuova tassa

L'importo è stato fissato dalla Commissione europea con il regolamento delegato (Ue) 2026/2152, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione il 22 ottobre. La tassa riguarda le vendite a distanza di beni importati da fuori Ue e non prevede soglie di valore: si paga anche sui prodotti che costano più di 150 euro. Sull'importo si applica anche l'Iva.

Il conteggio non è per pacco ma per articolo doganale, cioè per tipo di prodotto. Tre magliette uguali nello stesso ordine valgono un solo articolo e quindi 2 euro. Una maglietta e un paio di scarpe sono invece due articoli diversi: 4 euro di tassa, a cui si sommano i 3 euro di dazio per ciascuna delle due voci.

Chi la paga davvero

Formalmente il debitore non è il consumatore: la tassa è a carico di chi vende o di chi gestisce la vendita a distanza, come le piattaforme di e-commerce. Nulla però impedisce ai venditori di ribaltare il costo sui prezzi finali, quindi una parte può arrivare comunque a chi compra.

Dazio da 3 euro e contributo italiano

Il dazio forfettario di 3 euro, in vigore dal 1° luglio 2026, vale per le spedizioni di valore fino a 150 euro ed è una misura temporanea, prevista fino al 1° luglio 2028. La handling fee, invece, è una tassa stabile e indipendente dal valore della merce.

Resta in sospeso il contributo italiano di 2 euro per spedizione sui pacchi extra Ue, introdotto con la legge di bilancio 2026 e rinviato più volte. La nuova data di partenza è ora il 1° gennaio 2027. Per chi compra spesso sulle piattaforme straniere, il consiglio è controllare il riepilogo dei costi prima di confermare l'ordine.

Fonti: ANSA; Altroconsumo; ItaliaOggi

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