La Banca centrale europea lascia invariati i tassi di interesse: il tasso sui depositi resta al 2,50%. La decisione è stata presa all'unanimità dal Consiglio direttivo il 29 ottobre, nello stesso giorno in cui la presidente Christine Lagarde ha annunciato che lascerà l'incarico il 7 febbraio 2027.

I tassi decisi dalla Bce

Restano fermi tutti e tre i tassi di riferimento: 2,50% sui depositi presso la banca centrale, 2,65% sulle operazioni di rifinanziamento principali e 2,90% sulle operazioni di rifinanziamento marginale. La pausa arriva dopo il rialzo deciso a settembre.

Nel comunicato la Bce spiega che i prezzi dell'energia hanno continuato a salire, con rischi al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita. L'inflazione di fondo, però, è rimasta finora sostanzialmente stabile e i salari non mostrano per ora una reazione significativa. Per questo il Consiglio, pur avendo discusso un possibile rialzo, ha scelto di attendere. Le prossime decisioni saranno prese riunione per riunione, sulla base dei dati.

Inflazione in salita, occhi su dicembre

A settembre l'inflazione nell'area euro ha raggiunto il 3,8%, il livello più alto da settembre 2023 e quasi il doppio dell'obiettivo del 2% fissato dalla Bce. Secondo la Bce, gli effetti dello shock energetico tenderanno a far salire l'inflazione e a frenare la crescita. Molti operatori di mercato si aspettano un nuovo rialzo di un quarto di punto a dicembre, che porterebbe il tasso sui depositi al 2,75%.

Cosa cambia per mutui e prestiti

Per chi ha un mutuo o un prestito a tasso variabile, la decisione di ottobre non porta un nuovo aumento del costo del denaro da parte della Bce. La partita però resta aperta: se a dicembre arrivasse un rialzo, le rate legate ai tassi di mercato potrebbero risentirne. Chi sta valutando un finanziamento farà bene a seguire la riunione di dicembre.

Fonti: Banca centrale europea; ANSA; Milano Finanza

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