Dal 2027 cambia il modo in cui le pensioni vengono adeguate all'inflazione. La legge di bilancio presentata dal governo riporta in vigore un meccanismo analogo a quello applicato nel 2023: rivalutazione piena per gli assegni fino a quattro volte il minimo Inps e percentuali via via più basse per quelli più alti, fino al 32% oltre dieci volte il minimo.
Le sei fasce della rivalutazione
Il trattamento minimo Inps è di 611,85 euro al mese, quindi la rivalutazione resta completa per le pensioni fino a circa 2.447 euro lordi mensili. In tutto le fasce previste dal testo della manovra sono sei:
- fino a 4 volte il minimo: 100%;
- oltre 4 e fino a 5 volte: 85%;
- oltre 5 e fino a 6 volte: 53%;
- oltre 6 e fino a 8 volte: 47%;
- oltre 8 e fino a 10 volte: 37%;
- oltre 10 volte: 32%.
Le percentuali indicano quanta parte dell'inflazione viene riconosciuta, non l'aumento dell'assegno. Il testo prevede anche meccanismi di salvaguardia per le pensioni che si trovano vicino alle soglie.
Quanto risparmia lo Stato
Secondo la relazione tecnica, nel triennio 2027-2029 la minore spesa per pensioni è di 1,476 miliardi di euro l'anno al lordo e di 885 milioni al netto degli effetti fiscali. In dieci anni il risparmio complessivo arriva a 14,2 miliardi lordi e 8,5 miliardi netti, con effetti che si riducono progressivamente dal 2030.
Le altre misure sulle pensioni
La manovra proroga l'Ape sociale, con un requisito di età di 63 anni e 6 mesi, e istituisce un fondo da 850 milioni di euro l'anno per il 2027, il 2028 e il 2029, destinato a misure di sostegno per l'uscita dal lavoro che saranno definite con un provvedimento successivo. Il disegno di legge deve ora passare all'esame del Parlamento, dove le regole potranno ancora essere modificate prima dell'approvazione definitiva.
Fonti: ANSA; Adnkronos; Il Fatto Quotidiano





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