L'assegno unico 2026 è il sostegno mensile che l'INPS paga alle famiglie per ogni figlio a carico, con importi che dipendono soprattutto dall'ISEE. Quest'anno ci sono due novità da conoscere: importi e soglie sono stati rivalutati e, per calcolarlo, si usa un ISEE costruito con regole nuove, più favorevoli a chi ha una casa di proprietà e più figli.

Ecco a chi spetta, quanto vale, come funziona il nuovo ISEE e cosa puoi ancora fare se non lo hai aggiornato.

A chi spetta l'assegno unico

L'assegno spetta per ogni figlio minorenne a carico, a partire dal settimo mese di gravidanza. La domanda, però, si può presentare solo dopo la nascita. Come spiega il Dipartimento per le politiche della famiglia, il sostegno può continuare fino ai 21 anni se il figlio studia, segue un corso di formazione o un tirocinio, lavora con un reddito entro i limiti previsti o svolge il servizio civile universale. Per i figli con disabilità il diritto è riconosciuto senza limiti di età.

Chi fa domanda deve rispettare i requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno previsti dalla legge. È importante sapere che un importo minimo è garantito anche a chi non presenta l'ISEE.

Assegno unico 2026: quanto spetta

Dal 1° gennaio 2026 importi e soglie ISEE sono stati rivalutati dell'1,4%, in base alla variazione del costo della vita calcolata dall'ISTAT per il 2025. Lo ha stabilito l'INPS nella circolare n. 7 del 30 gennaio 2026, che fissa a 46.582,71 euro la soglia ISEE oltre la quale si riceve l'importo minimo.

Secondo i valori riportati dal Sole 24 Ore, l'importo pieno per ogni figlio minorenne è di 203,80 euro al mese per le famiglie con ISEE sotto i 17.468,51 euro. L'importo poi scende in modo graduale al crescere dell'ISEE, fino al minimo di 58,30 euro al mese per chi ha un ISEE sopra i 46.582,71 euro o non lo presenta.

A questi importi si aggiungono le maggiorazioni:

  • figli sotto un anno: l'importo aumenta del 50% fino al primo compleanno;
  • famiglie con tre o più figli: con ISEE fino a 46.582,71 euro, aumento del 50% per ogni figlio tra uno e tre anni;
  • famiglie con quattro o più figli: maggiorazione forfettaria di 150 euro;
  • figli con disabilità: è prevista una maggiorazione, che in caso di non autosufficienza è di 122,30 euro;
  • madri con meno di 21 anni: 23,30 euro;
  • entrambi i genitori che lavorano: 34,90 euro per le fasce ISEE più basse.
VoceValore 2026
Rivalutazione di importi e soglie1,4%
Importo pieno per figlio minorenne203,80 euro al mese, con ISEE sotto 17.468,51 euro
Importo minimo per figlio minorenne58,30 euro al mese, con ISEE sopra 46.582,71 euro o senza ISEE
Figli sotto un annoPiù 50%
Quattro o più figliPiù 150 euro forfettari

Il nuovo ISEE per l'assegno unico 2026

Dal 1° gennaio 2026 la legge di bilancio, la legge 199/2025, ha introdotto un ISEE specifico per alcune prestazioni familiari e di inclusione, tra cui l'assegno unico. Rispetto all'ISEE ordinario cambiano alcuni punti importanti:

  • la franchigia sulla prima casa passa da 51.500 a 91.500 euro di valore ai fini IMU, e sale a 120.000 euro se l'abitazione si trova in un comune capoluogo di città metropolitana;
  • si aggiunge una franchigia di 2.500 euro per ogni figlio convivente a partire dal secondo;
  • la scala di equivalenza riceve un incremento aggiuntivo di 0,10 con due figli, 0,25 con tre, 0,40 con quattro e 0,55 con cinque o più;
  • le somme già ricevute come assegno unico non vengono considerate nell'ISEE usato per calcolarlo.

Il nuovo ISEE si usa dalla rata di marzo 2026; per gennaio e febbraio l'INPS ha applicato l'ISEE valido al 31 dicembre 2025. Il valore riformato non compare nell'attestazione ISEE ordinaria: lo trovi nell'area riservata del sito INPS, nella sezione con le tue dichiarazioni, alla voce dedicata all'ISEE per prestazioni familiari specifiche e per l'inclusione.

Devi rifare la domanda?

No, se la tua domanda risulta accolta. Per il 2026 resta valida e l'assegno viene pagato in automatico, a meno che la domanda non sia decaduta, revocata, rinunciata o respinta. Devi però comunicare all'INPS le variazioni del nucleo familiare, per esempio la nascita di un altro figlio o un figlio che compie 18 anni.

Per avere più del minimo serve una DSU 2026 attestata correttamente. Il modo più veloce è la DSU precompilata, che puoi ottenere online dal Portale unico ISEE o dall'app INPS Mobile, come ricorda il comunicato INPS di febbraio 2026.

Consiglio: dopo aver presentato la DSU, entra nell'area riservata INPS e controlla il valore dell'ISEE per prestazioni familiari: è quello che conta per l'assegno, e può essere più basso dell'ISEE che leggi sull'attestazione ordinaria.

Senza ISEE e arretrati: cosa puoi ancora fare

Da marzo 2026, se non c'è un ISEE valido, l'assegno viene pagato con gli importi minimi. Chi ha presentato la DSU entro il 30 giugno 2026 ha avuto diritto agli arretrati da marzo, con il ricalcolo delle rate già pagate.

Se a novembre non hai ancora presentato l'ISEE, quel termine è ormai passato. Puoi comunque farlo adesso: l'importo viene adeguato dal mese successivo alla presentazione, senza il recupero delle mensilità precedenti. Ogni mese di ritardo, quindi, è un mese pagato al minimo.

Domande frequenti

Devo presentare una nuova domanda di assegno unico nel 2026?

No, se la domanda è nello stato accolta. Devi solo comunicare eventuali variazioni, come la nascita di un figlio, e rinnovare l'ISEE per non ricevere il minimo.

Quanto spetta senza ISEE?

Senza ISEE ricevi l'importo minimo, che nel 2026 è di 58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne.

Fino a che età spetta l'assegno unico?

Per i figli minorenni sempre, dal settimo mese di gravidanza. Fino a 21 anni se il figlio studia, si forma, fa un tirocinio, lavora con un reddito entro i limiti o svolge il servizio civile. Per i figli con disabilità non ci sono limiti di età.

Se presento l'ISEE adesso ricevo gli arretrati?

Gli arretrati da marzo spettavano a chi ha presentato la DSU entro il 30 giugno 2026. Se la presenti adesso, l'importo viene adeguato dal mese successivo.