Il decreto Bollette, il provvedimento del governo per ridurre il costo dell'energia elettrica e del gas per famiglie e imprese, torna in Consiglio dei ministri lunedì 9 novembre. Il testo, rinviato giovedì 5 novembre per i dubbi della Ragioneria generale dello Stato, dovrebbe arrivare senza modifiche sostanziali.
Il tetto al prezzo del gas per l'elettricità
La misura principale è un tetto di 58,9 euro al megawattora sul prezzo del gas usato per produrre energia elettrica. Il modello è quello spagnolo: il limite non riguarda direttamente le tariffe finali, ma il costo del gas per le centrali, che oggi pesa molto sul prezzo dell'elettricità in Italia. La soluzione è stata discussa a lungo con la Commissione europea.
La differenza tra il tetto e il prezzo di mercato del gas andrebbe compensata ai produttori. Come ripartire questo costo è uno dei punti ancora aperti: tra le ipotesi c'è un onere in bolletta per una parte dei clienti, che però dovrebbero comunque risparmiare grazie al prezzo più basso. Resta da chiarire anche la posizione di chi ha un contratto a prezzo fisso.
Perché il decreto è stato rinviato
Quello del 5 novembre è il secondo rinvio, dopo quello del 28 ottobre. Secondo le ricostruzioni, la Ragioneria ha sollevato rilievi sulle coperture di una parte del testo: i proventi della vendita di gas stoccato sono contabilizzati nel 2026, mentre il beneficio per le imprese che consumano molto gas partirebbe nel 2027. Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha già illustrato il decreto ai colleghi di governo.
Le stime sui risparmi variano. Per Confcommercio il taglio delle bollette elettriche per le imprese potrebbe arrivare fino al 10%. I produttori riuniti in Elettricità Futura contestano invece le misure: tra decreto e manovra, sostengono, il peso sul settore arriverebbe a 6-7 miliardi di euro.
Fonti: ANSA; Quotidiano Nazionale; Energia Oltre





Commenti
I commenti sono chiusi per questo articolo.