Da domenica 8 novembre il gasolio torna a costare di più alla pompa. Il taglio delle accise sul diesel, in vigore dal 28 ottobre, è scaduto il 7 novembre e nella Gazzetta Ufficiale di sabato non è comparsa nessuna proroga. Lo sconto valeva circa 4,9 centesimi al litro, Iva compresa.

Quanto valeva lo sconto

Il decreto del 28 ottobre aveva fissato l'accisa sul gasolio a 632,90 euro per mille litri, con una riduzione di circa 4,9 centesimi al litro tra accisa e Iva. La misura doveva durare undici giorni ed è stata finanziata con il maggior gettito Iva incassato a settembre, il meccanismo noto come accise mobili: lo Stato usa l'Iva in più rispetto alle stime per abbassare le accise.

Lo sconto riguardava solo il gasolio, usato soprattutto nell'industria e nel trasporto merci, mentre la benzina serve in gran parte alle auto private. Sulla benzina non c'è nessuna riduzione da mesi.

I prezzi alla pompa e quanto costa un pieno

Secondo l'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 7 novembre il prezzo medio in modalità self era di 2,224 euro al litro per il gasolio e di 2,001 euro al litro per la benzina.

Con la fine dello sconto, l'associazione dei consumatori Adusbef calcola un rincaro di 4,88 centesimi al litro, pari a circa 2,44 euro in più per un pieno da 50 litri. Anche i distributori delle compagnie che hanno introdotto un tetto ai prezzi dei carburanti, come Eni, risentiranno dell'aumento.

Cosa conviene fare

Per chi guida un'auto diesel il rincaro si vedrà già dai prossimi rifornimenti. Prima di fare il pieno può essere utile confrontare i prezzi dei distributori della propria zona. L'andamento dei prossimi giorni dipenderà anche dalle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali.

Fonti: ANSA; Il Post; Tgcom24