La Commissione europea ha accettato il piano d'azione presentato da Temu per mettersi in regola con il Digital Services Act, il regolamento Ue sui servizi digitali, e contrastare la vendita di prodotti illegali sulla piattaforma. La decisione è stata resa nota lunedì 26 ottobre a Bruxelles e arriva dopo la multa da 200 milioni di euro inflitta alla piattaforma di e-commerce cinese a maggio 2026.

Perché Temu era stata multata

A maggio la Commissione aveva adottato una decisione di non conformità nei confronti di Temu. Secondo Bruxelles, la piattaforma non aveva rispettato gli obblighi di valutazione dei rischi previsti dal Digital Services Act, in particolare quelli legati alla diffusione di prodotti illegali sul suo marketplace. Per questo le aveva inflitto una sanzione da 200 milioni di euro.

Cosa prevede il piano

Il piano accettato dalla Commissione comprende diverse misure. Le principali sono:

  • un'analisi dei rischi specifica per la piattaforma;
  • indicatori affidabili per misurare se le misure contro i contenuti illegali funzionano davvero;
  • una verifica dei limiti dei sistemi di moderazione e del ruolo degli algoritmi di raccomandazione nel dare visibilità a prodotti illegali;
  • l'esame delle manipolazioni intenzionali, comprese quelle dei venditori che sfruttano le funzioni della piattaforma per spingere articoli illegali.

Temu avrà quattro mesi per presentare una valutazione intermedia dei rischi, relativa a un periodo di sei mesi che si chiude il 30 novembre 2026. Servirà a controllare che le misure promesse siano state messe in pratica.

Cosa cambia per chi compra online

Per chi acquista online in Italia e nel resto d'Europa, l'obiettivo è ridurre il rischio di trovare sul marketplace articoli non conformi alle regole europee. La Commissione presenta il caso come un nuovo esempio di come il Digital Services Act rafforzi la tutela dei consumatori online. Il caso mostra che le piattaforme hanno obblighi precisi di valutazione dei rischi e che, se non li rispettano, possono essere sanzionate.

Fonti: Commissione europea; ANSA; EUbusiness

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